Primavera dell’anima (Sit47 - Frühling der Seele)

German

Sit47 - Frühling der Seele

Aufschrei im Schlaf; durch schwarze Gassen stürzt der Wind,
Das Blau des Frühlings winkt durch brechendes Geäst,
Purpurner Nachttau und es erlöschen rings die Sterne.
Grünlich dämmert der Fluß, silbern die alten Alleen
Und die Türme der Stadt. O sanfte Trunkenheit
Im gleitenden Kahn und die dunklen Rufe der Amsel
In kindlichen Gärten. Schon lichtet sich der rosige Flor.
 
Feierlich rauschen die Wasser. O die feuchten Schatten der Au,
Das schreitende Tier; Grünendes, Blütengezweig
Rührt die kristallene Stirne; schimmernder Schaukelkahn.
Leise tönt die Sonne im Rosengewölk am Hügel.
Groß ist die Stille des Tannenwalds, die ernsten Schatten am Fluß.
 
Reinheit! Reinheit! Wo sind die furchtbaren Pfade des Todes,
Des grauen steinernen Schweigens, die Felsen der Nacht
Und die friedlosen Schatten? Strahlender Sonnenabgrund.
 
Schwester, da ich dich fand an einsamer Lichtung
Des Waldes und Mittag war und groß das Schweigen des Tiers;
Weiße unter wilder Eiche, und es blühte silbern der Dorn.
Gewaltiges Sterben und die singende Flamme im Herzen.
 
Dunkler umfließen die Wasser die schönen Spiele der Fische.
Stunde der Trauer, schweigender Anblick der Sonne;
Es ist die Seele ein Fremdes auf Erden. Geistlich dämmert
Bläue über dem verhauenen Wald und es läutet
Lange eine dunkle Glocke im Dorf; friedlich Geleit.
Stille blüht die Myrthe über den weißen Lidern des Toten.
 
Leise tönen die Wasser im sinkenden Nachmittag
Und es grünet dunkler die Wildnis am Ufer, Freude im rosigen Wind;
Der sanfte Gesang des Bruders am Abendhügel.
 
Submitted by Guernes on Fri, 16/06/2017 - 19:08
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Italian translation

Primavera dell’anima

Un grido nel sonno; per neri vicoli si abbatte il vento,
L’azzurro della primavera ammicca da rami che si spezzano,
Purpurea rugiada notturna, e si spengono intorno le stelle.
Verdognolo albeggia il fiume, argentei i vecchi viali
E le torri della città. Oh mite ebbrezza
Nella chiatta che scivola e le grida oscure del merlo
In giardini infantili. Già si dirada la rosea peluria.
 
Solenni mormorano le acque. Oh le umide ombre del prato,
L’animale che incede; Rami in fiore che inverdiscono
Agitano la fronte di cristallo; chiatta che ondeggia luccicante.
Piano risuona il sole tra le nubi di rosa sul colle.
Grande è la quiete dell’abetaia, le ombre serie sul fiume.
 
Purezza! Purezza! Dove sono gli orrendi sentieri della morte,
Del grigio silenzio di pietra, gli scogli della notte
E le ombre senza pace? Abisso raggiante di sole.
 
Sorella, quando ti trovai in solitaria radura
Del bosco ed era mezzogiorno e grande il silenzio dell’animale;
Bianchezza sotto quercia selvatica, e argenteo fioriva il duomo.
Morte possente e la fiamma che canta nel cuore.
 
Più cupe le acque circondano i bei giochi dei pesci.
Ora del lutto, sguardo silente del sole;
L’anima è uno straniero sulla terra. Sacra albeggia
Azzurrità sopra il bosco abbattuto e rintocca
A lungo una campana cupa nel villaggio; in pace estremo saluto.
Silenzioso fiorisce il mirto sopra le palpebre bianche del morto.
 
Piano risuonano le acque nel pomeriggio al declino
E verdeggia più cupa la sterpaglia alla riva, gioia nel roseo vento
Il canto lieve del fratello sul colle vespertino.
 
Submitted by Guernes on Fri, 11/08/2017 - 16:44
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Traduzione - Anna Maria Curci

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