Piccola Orchestra Karasciò - Telecommando

इतावली

Telecommando

Fra due minuti mi alzerò dalla poltrona
e andrò alla rivoluzione.
Ho due valigie di pretese,
qualche trucco nel cappello
e rancore fino al collo.
Fra due minuti mi alzerò dalla poltrona,
e sentirete che sentenze!
Fra due minuti, sì, ma solamente
se fuori il tempo regge.
 
Fra due minuti mi alzerò perché
quando ci vuole ci vuole.
Ho pretese di grandezza
e un principio di calvizie
dovuto al dispiacere.
Fra due minuti mi alzerò dalla poltrona,
farò le cose in grande stile.
Fra due minuti, sì, ma solamente
se in TV non c’è niente da guardare.
 
Attenzione: rivoluzione da divano.
Tutti all’attacco col telecomando in mano.
Ché di uscir non me la sento,
quindi al momento m’accontento
di una piccola rivoluzione da divano.
 
Fra due minuti mi alzerò dalla poltrona
e andrò a farmi valere.
C’ho pensato su parecchio,
e ritengo che sia giusto,
soprattutto il mio parere.
Fra due minuti ti giuro che mi alzo
e faccio fuori tutto quello che detesto.
Fra due minuti, sì, ma solamente
se domani non mi devo alzare presto.
 
Attenzione: rivoluzione da divano.
Urlo pure, ché tanto da qui non mi sente nessuno.
Ché di uscir non me la sento,
quindi al momento m’accontento
di una piccola rivoluzione da divano.
 
E a volte penso che anch’io
avrei potuto essere diverso;
ma le giornate son piene,
mi sfugge la vita,
e mi faccio andar bene
delle piccole rivoluzioni da divano.
E tutti all’attacco col telecomando in mano, in mano, in mano.
E di uscir non me la sento,
quindi al momento m’accontento
di una piccola rivoluzione, (rivoluzione!)
di una piccola rivoluzione, (rivoluzione!)
di una piccola rivoluzione da divano. (rivoluzione!)
 
Stefano8 द्वारा बुध, 03/01/2018 - 08:16 को जमा किया गया
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Rivoluzioni da divano
– Quand’è il momento esatto in cui un sogno smette di essere tale e diviene realtà? –
si chiese il signor P. mentre in un bosco di fine estate cercava funghi che parevano giocare a nascondino.
– Wow. –
esclamò
– un porcino! –
E corse ai piedi di un abete a raccogliere il fungo desiderato.
Peccato che non fosse proprio sano, e peccato che non fosse proprio un porcino.
– Però è un fungo. –
si disse
– sto decisamente migliorando. Bicchiere mezzo pieno. –
Poi alzò la testa e la vide.
Una montagna si stagliava davanti a lui, dominando una valletta che prometteva porcini offrendo illusioni.
La montagna. Il signor P. non era un gran camminatore, ma sentì chiaro l’impulso di evitare i funghi per quel giorno, e dedicarsi a lei.
Quello era un sogno: la cima! Andare con le proprie gambe a vedere oltre. La vetta è la porta d’accesso per l’altrove.
E l’altrove non sempre è un posto migliore.
La montagna è il futuro, ha la punta e può far male. Ma una punta può uccidere anche le paure.
– Scusi! –
disse un uomo che gli camminava accanto da chissà quanto tempo.
– Stia attento, stava rischiando di calpestare questi splendidi porcini. Ora io li raccolgo e li porto a mia moglie.
Stasera mi aspetta un buon risotto! Buona passeggiata, vedo che sta mirando la vetta. –
– Già… –
rispose il signor P. imprecando tra sé.
Ora non era più la montagna ad attirarlo. Ma un piatto di risotto…

धन्यवाद!

 

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