Chi toca more (Italienisch Übersetzung)

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Venetan

Chi toca more

No sta’ dir "go fame!". No sta’ dirlo qua.
No sta’ dir "go fredo!" che no te ghe ‘a fa.
No te ga lavoro? No te ciapi i schèi?
Torna casa tua ti e tuti i to fradèi.
 
Qua chi toca more, qua chi toca more e se sa!
 
No sta’ dir mai "basta!", no sta’ farlo mai
qua chi che comanda el reojo no lo varda mai.
Bruxa i to libri, non i te servirà
e il nostro Dio forse te perdonarà.
 
Qua chi toca more, qua chi toca more e se sa!
 
Ma na matina me son svejà
go sentito lontan tamburi e xente cantar
La xe n’onda de fioi che riva in cità
un' onda che cresse e che no se fermarà.
 
Oh partigiani, portème via
che qua me ciapa ea malinconia!
 
No vojo pìù muri, né porte seràe
né musi da mona né panchine segàe.
 
Qua chi toca more, qua chi toca more e se sa!
 
«Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero.
Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale».
 
Pier Paolo Pasolini, dai suoi “Scritti corsari” del 1975
 
Von annabellannaannabellanna am Mi, 26/07/2017 - 20:09 eingetragen
Zuletzt von annabellannaannabellanna am Mi, 31/10/2018 - 10:37 bearbeitet
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Italienisch Übersetzung

Chi tocca muore

Non dire "ho fame!" Non dirlo qui.
Non dire "Ho freddo!" che non ce la fai.
Non hai lavoro? Non guadagni soldi?
Torna a casa tua, tu e tutti i tuoi fratelli!
 
Qui chi tocca muore, qui chi tocca muore, si sa!
 
Non dire mai "basta!", non farlo mai:
qua chi comanda l'orologio non lo guarda mai!
Brucia i tuoi libri, non ti serviranno
e il nostro Dio forse ti perdonerà
 
Qui chi tocca muore, qui chi tocca muore, si sa!
 
Ma una mattina mi sono svegliato
e ho sentito in lontananza tamburi e gente cantare.
E' un’onda di ragazzi che arriva in città
un’onda che cresce e non si fermerà.
 
Oh partigiani, portatemi via
che qui mi prende la malinconia!
 
Non voglio più muri, né porte chiuse
né facce da idioti né panchine segate.
 
Qui chi tocca muore, qui chi tocca muore, si sa!
 
«Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero.
Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale».
 
Pier Paolo Pasolini, dai suoi “Scritti corsari” del 1975
 
Von annabellannaannabellanna am Mi, 26/07/2017 - 20:13 eingetragen
Zuletzt von annabellannaannabellanna am Mo, 07/08/2017 - 15:27 bearbeitet
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