Carlo Buti - Signorinella

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इतावली
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Signorinella

Signorinella pallida
dolce dirimpettaia del quinto piano,
non v'è una notte ch'io non sogni Napoli
e son vent'anni che ne sto lontano.
 
Al mio paese nevica,
il campanile della chiesa è bianco,
tutta la legna è diventata cenere,
io ho sempre freddo
e sono triste e stanco.
 
Amore mio,
non ti ricordi che nel dirmi addio
mi mettesti all'occhiello una pansè
poi mi dicesti con la voce tremula:
non ti scordar di me.
 
Bei tempi di baldoria,
dolce felicità fatta di niente.
Brindisi coi bicchieri colmi d'acqua
al nostro amore povero e innocente.
 
Negli occhi tuoi passavano
una speranza, un sogno e una carezza,
avevi un nome che non si dimentica,
un nome lungo e breve: Giovinezza.
 
Il mio piccino,
in un mio vecchio libro di latino,
ha trovato - indovina - una pansè.
Perché negli occhi mi tremò una lacrima ?
Chissà, chissà perché !
 
E gli anni e i giorni passano
eguali e grigi con monotonia,
le nostre foglie più non rinverdiscono,
signorinella, che malinconia!
 
Tu innamorata e pallida
più non ricami innanzi al tuo telaio,
io qui son diventato il buon Don Cesare,
porto il mantello a ruota e fo il notaio.
 
Mentre lontana,
mentre ti sento, suona la campana
della piccola chiesa del Gesù,
e nevica, vedessi come nevica.
Ma tu, dove sei tu ?
 
Valeriu RautValeriu Raut द्वारा सोम, 26/02/2018 - 10:37 को जमा किया गया
जमा करने वाले के कमेंट:

Musica di Vincenzo Valente
Parole di Libero Bovio
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Ringrazio il mio amico Luigi Armani

धन्यवाद!4 बार धन्यवाद मिला

 

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