Russia is waging a disgraceful war on Ukraine.     Stand With Ukraine!

Testo delle canzoni: 19 giorni e 600 notti

  • Artista: Lu Colombo (Luisa colombo)
  • Album: Molto più di un buon motivo (2011)
Italiano
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19 giorni e 600 notti

La storia durò
quanto dura un cubetto di ghiaccio
in un whisky on the rocks
con i rischi che io
poi finissi ridotto a uno straccio
che più non si può.
Così mi lasciò
come un cane randagio e mogio
che abbaia a casaccio,
cominciando di nuovo daccapo
con le ceneri in capo
e passato al setaccio
 
Avevan ragione
le mie amanti a dire, trionfanti,
che il pazzo ero io.
Questa volta, però,
ero io che volevo volerla volere
e lei no.
Così se ne andò,
si levò senza neanche lasciarmi
un saluto di mancia
e dal taxi, con eccessi un po’ audaci,
mi spedì due baci,
uno per guancia.
 
E così tornai
Alla maledizione della camera vuota,
alla perdizione di bar senza meta,
alla crocerossina di saldo regina
della porta lì accanto.
Scendevo la china
pagando poi il conto a gente stracolma
che perde la calma con la cocaina.
Bruciandomi al fuoco
e al gioco della borsa o la vita,
capii poco a poco
di averla perduta.
 
E finì che io,
per non assediarla con la litania,
per non umiliarmi con l’antologia
dell’anima sola tra fredde lenzuola
tra i fiori disfatti, gli eterni ricatti,
per questo non stetti a implorare ritorni.
Coi gomiti lisi e i dintorni un po’ rotti
di scordarla decisi.
Ma tanto ci misi... diciannove giorni
e seicento notti.
 
E fu subito addio
e la porta sbatté col sapore imprevisto di un quiz.
Forse era perché
si burlava, attraverso l’oblio, Cupido di me.
Non le chiedo perdono
perché se mi perdonerà è perché non le importa.,
È una donna con la testa alta, con la lingua lunga
e la gonna assai corta.
 
Mi abbandonò
proprio come un paio di sandali usati,
come il saio dei frati gettato alle ortiche,
dallo specchio in ingresso strappò la sua psiche.
Fui viandante indefesso
nel vicolo fioco del gioco e del vino.
Per questa questione mi han tolto l’accesso
al casinò di Campione.
Che pena gigante!
Negherei l’olio santo, sapessi soltanto
che è lei la mandante.
 
E finì che io,
per non assediarla con la litania,
per non umiliarmi con l’antologia
dell’anima sola tra fredde lenzuola,
tra i fiori disfatti, gli eterni ricatti,
per questo non stetti a implorare ritorni.
Coi gomiti lisi e i dintorni un po’ rotti
di scordarla decisi.
Ma tanto ci misi... diciannove giorni
e seicento notti.
 
E ritornai
alla maledizione della camera vuota,
alla perdizione di bar senza meta,
alla crocerossina di saldo regina
della porta lì accanto...
 
Grazie!
ringraziato 1 volta
Postato da Berny DevlinBerny Devlin 2017-08-26
Ultima modifica HampsicoraHampsicora 2022-08-17

 

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