Nick Cave and the Bad Seeds - Where the Wild Roses Grow ( Tradução para Italiano)

Tradução para Italiano

Dove crescono le rose selvatiche

KYLIE MINOGUE:
Mi chiamano la Rosa Selvatica
ma il mio nome era Elisa Day.
Perché mi chiamino così, non so
perchè il mio nome era Elisa Day
 
NICK CAVE:
Dal primo giorno che la vidi seppi che c'era solo lei,
mi fissò negli occhi e sorrise
con il colore delle rose sulle labbra
quelle che crescevano lungo il fiume, insanguinate e eccitanti
 
KYLIE MINOGUE:
Quando bussò alla porta e entrò nella stanza
i miei brividi si smorzarono nel suo abbraccio deciso.
Sarebbe stato il mio primo uomo, e con un gesto protettivo
asciugò le lacrime che mi scorrevano sul viso
 
Mi chiamano la Rosa Selvatica
ma il mio nome era Elisa Day.
Perché mi chiamino così, non so
perchè il mio nome era Elisa Day
 
NICK CAVE:
Il secondo giorno le portai un fiore
era la più bella donna che avessi mai visto.
Le dissi “Tu sai dove crescono le rose selvatiche
quelle dolci e scarlatte e libere?”
 
KYLIE MINOGUE:
Il secondo giorno lui arrivò con una sola rosa rossa
Disse: “Vuoi darmi la tua resa e il tuo rimpianto?”
Annuii mentre mi stendevo sul letto
Lui disse: “Se ti mostro le rose tu mi seguirai?”
 
Mi chiamano la Rosa Selvatica
ma il mio nome era Elisa Day.
Perché mi chiamino così, non so
perchè il mio nome era Elisa Day
 
KYLIE MINOGUE:
Il terzo giorno mi portò al fiume
mi mostrò le rose e ci baciammo
e l’ultima cosa che udii fu una parola sussurrata
mentre lui stava sorridente su di me con una pietra in pugno
 
NICK CAVE:
L’ultimo giorno la portai dove crescono le rose selvatiche
e si distese sulla riva, con il soffio leggero di un ladro
le diedi il bacio d’addio, dissi, “Tutte le cose belle devono morire”
la colpii e le ficcai una rosa tra i denti
 
KYLIE MINOGUE:
Mi chiamano la Rosa Selvatica
ma il mio nome era Elisa Day.
Perché mi chiamino così, non so
perchè il mio nome era Elisa Day
 
Adicionado por Ontano Magico em Terça-feira, 20/02/2018 - 22:49
Comentários do autor:

In poesia come nelle canzoni (con l’aggiunta della musica) le parole hanno il potere di dire molto di più del loro significato e il video girato dal regista Rocky Shenck è ugualmente rivelatore: la donna è ripresa come una Barbie rotta che galleggia sulle acque basse e torbide del lago e una serpe le striscia accanto (che non a caso finisce sul pube), è stata proprio la sua innocenza a tentare l’uomo! Una volta assaporato il piacere e liberata la sessualità della Rosa Selvatica l’uomo sente l’irrefrenabile impulso di sopprimerla, c’è un che di serial killer nella storia, la ragazza potrebbe essere una delle tante vittime e l’assassino ne ritualizza la morte con la dolcezza (sulle note di un romantico valzer lento). Non a caso vengono inquadrati più volte i salici che suggellano l’inquadratura finale, a parte l’omaggio alla tradizione (“Willow garden”) il salice nelle ballate popolari è un simbolo, quello del rimpianto citato spesso nelle “warning song”.

Inglês

Where the Wild Roses Grow

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