Peppino Patteri - Frastimu (traducere în Engleză)

Sardinian

Frastimu

Beni, chi ‘olis cosa beni
Beni, beni innoi e faidi biri
Ddu scis ca no ti timu
Chi ‘olis cosa beni
 
Beni, mancai de asut’e terra
Beni de mari o cun su bentu
Chi ‘olis cosa beni
Ddu scis ca deu so innoi
 
Beni, chi ‘olis cosa beni
Birididda cun mei ma lassa stai is pipius
Chi ‘olis cosa beni
Ddu scis ca no ti timu
Birididda cun mei ma lassa stai is pipius
 
Postat de Hampsicora la Duminică, 29/04/2018 - 13:30
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Music and lyrics by Franco Madau

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traducere în Engleză

Curse

Come, if you want something, come
Come, come here and show yourself
You know I don’t fear you
If you want something, come
 
Come, even from the underground
Come from the sea or with the wind
If you want something, come
You know I’m here
 
Come, if you want something, come
Deal with me, but leave the children alone
If you want something, come
You know I don’t fear you
Deal with me, but leave the children alone
 
Postat de Hampsicora la Duminică, 29/04/2018 - 13:35
Ultima oară editat de Hampsicora în data Marţi, 22/05/2018 - 19:54
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Comentarii
DarkJoshua    Marţi, 22/05/2018 - 16:16

Ho una curiosità: come mai la scelta di tradurre con "blasphemy"? Ho notato anche che nella traduzione italiana c'è "bestemmia", il che non mi sorprende, dato che così si suole tradurlo. L'italiano, però, non è così distante dal significato originale (anche se comunque rimangono delle differenze tra "bestemmia" e "frastimu"), quindi non mi dà troppo fastidio.
Il mio è un discorso culturale: "blasphemy" ha il semplice significato di "espressione ingiuriosa contro simboli religiosi" e non è neanche percepito come un tabù, al contrario della bestemmia, che è la categoria di parole più grave nella lingua italiana e da evitare in tutti i contesti. Il frastimu, però, ​​​​​non è necessariamente legato alla religione (non a quella cristiana, perlomeno) e dal punto di vista culturale è più una forma di malocchio in cui s'invoca il divino (senza associazioni a nessuna religione specifica) a maledire l'altra persona.
Prendendo da conto questa definizione, posso capire l'allineamento di significato con la bestemmia, ma non con blasphemy. Nella cultura inglese, la religione non gioca un ruolo importante come in quella italiana e qualunque ingiuria con riferimenti religiosi è percepita molto meno aspramente. Come dicevo, però, il frastimu non è nulla che possa essere associato ad una religione specifica, bensì alla sfera spirituale. Ciò che mi preme, tuttavia, è che il frastimu è più come una maledizione: è la volontà negativa di una persona che, tradotta in parole, arreca danno alla vittima, cosa che la blasphemy non fa assolutamente.
C'è un'altra parola, invece, che ho imparato tempo fa. Appena l'ho sentita, ho avuto problemi a tradurla in italiano, ma penso che sia molto simile al frastimu: "jinx" (come nome e come verbo). Il jinx ricopre senza problemi l'accezione di maledizione che ha anche il frastimu​​​​​​, anche se, comunque, non esiste un vero e proprio corrispettivo. Personalmente, penso il significato di "jinx" si avvicini molto di più all'originale rispetto a "blasphemy".
Che ne pensi?

Hampsicora    Marţi, 22/05/2018 - 19:41

Il tuo ragionamento è interessante. Effettivamente “frastimu” deriva dal verbo greco βλαστημω con la eta pronunciata “i” secondo l’uso bizantino (e moderno) e con il noto passaggio del nesso bl > br (o anche fr) tipico della fonetica sarda.
I monaci bizantini hanno posto le basi della cristianizzazione capillare della Sardegna e molte usanze legate alla sfera religiosa sono rimaste quasi immutate dal medioevo ad oggi, ad esempio il culto di santi orientali come S. Gregorio, S. Basilio e Santa Greca o della Madonna d’Itria (Oδηγήτρια). Questo vale anche per l’uso di tradizioni paraliturgiche (su nénniri del periodo quaresimale), per la demonizzazione dei luoghi di culto pagani (Sa Domu ‘e s’Orcu), per alcuni nomi di erbe o fiori (su caragantzu) e per termini deprecatori come appunto “frastimu”.
La parola italiana “bestemmia” ha lo stesso etimo greco ma ha un significato molto più forte di insulto quasi bestiale contro la divinità.
Questo significato c’è anche in sardo ma è un significato secondario rispetto al significato principale di imprecazione, malaugurio, invettiva rivolta contro un essere umano. E a volte ha anche una sfumatura ironica (anchi est arrutu e s’est istrupiau – ge no at essi po is frastimus chi dd’anti ghetau!?).
Su frastimu può essere anche espresso in rima, e questa era un’arte in cui eccellevano soprattutto le donne, che erano considerate depositarie delle parole “magiche” capaci di trasformare gli auguri (o i malauguri) in realtà.
Il significato greco, anche greco moderno, è più vicino a quello sardo che a quello italiano. Se dovessimo tradurlo in inglese direi che il termine che più si avvicina è “curse”. Non conoscevo il termine “jinx” ma da quel che ho visto mi sembra che abbia un significato più simile a “sfiga” che a “ frastimu”.
Nel caso di questa canzone, più che di una imprecazione mi sembra che si tratta di una sfida (quello che in sardo si dice “ponni marranu”) ma non è chiaro se è una sfida contro un altro essere umano o un atto di ‘υβρις rivolto contro la divinità.
Comunque mi hai convinto, il titolo va cambiato. Ti ringrazio per avermelo fatto notare. Io sarei più propenso per “Curse” piuttosto che “Jinx”. Che te ne sembra?

DarkJoshua    Marţi, 22/05/2018 - 21:50

Beh, ammetto che "curse" è un'altra parola che mi era passata in mente e forse ci sta meglio. Il fatto è che io associo il frastimu alla cugurra (che più propriamente è ciò a cui mi riferivo con jinx) per il semplice fatto che entrambi descrivono parole (o azioni) che possono avere effetti negativi sull'altra persona, con la differenza che col frastimu il tutto è volontario, con la cugurra non proprio. C'è da dire che, anche se i due significati mi sembrano paragonabili, non possono essere affatto usati allo stesso modo. Vada per "curse".

Hampsicora    Miercuri, 23/05/2018 - 09:19

Grazie per tutti i tuoi suggerimenti. Vada per “Curse”, aggiudicato.

Mi sono sempre chiesto perché la forficula auricolaria sia considerata (ma solo in Sardegna) un simbolo di sventura, tanto che la cugurra (o anche su pindàciu) corrisponde allo iettatore della tradizione napoletana o italiana in generale.
Però non mi viene immediata l’associazione tra cugurra e frastimu, non solo perché l’effetto negativo dello iettatore di solito è involontario, ma perché su frastimu non è una persona, è un’espressione verbale che può essere considerata una vera e propria arte, una specie di sublimazione degli istinti aggressivi attraverso una formula deprecatoria che può essere ironica e anche poeticamente elaborata.
Diversamente dall’irrocu della tradizione nuorese-barbaricina, un’invettiva dura che di solito non ha un tono così scanzonato e che può anche essere il preludio a un passaggio a vie di fatto.